Il lazzaretto dei malati per l'arco.
La seconda domenica di settembre, come di consueto, si è svolta la festa di Garlasco e con essa la gara degli arcieri per l'assegnazione del palio.
I festaggiamenti sarebbero dovuti iniziare il sabato sera ma un incredibile diluvio ha reso tutto più difficile allagando mezzo paese, attentando al campo e facendo saltare la dimostrazione di tiro e scappare le ballerine di lap dance medievale, fortunatamente domenica le nuvole hanno lasciato spazio al corteo cittadino con gli sbandieratori, i figuranti e noi arcieri, nonchè allo spettacolo serale dei Ciarlatani animatori anche di corteo e pregara, già nostri graditissimi ospiti l'anno scorso.
Ad aprire il corteo cui è seguita la gara di tiro sono stati gli sbandieratori mentre a chiuderlo eravamo noi arcieri, Renè con i giovani e futuri arcieri in testa.

All'assegnazione degli arcieri alle varie contrade (prodachì viola, prodalà verde, castevèg rossa e calcinéra azzurra) ha pensato la sorte nelle vesti dell'imperatrice la quale ha perscato un nastro colorato per ciascuno, ogni contrada ha così visto tirare due arcieri adulti da una distanza medio-bassa, uno da lontano e un giovane arciere dalla breve distanza.


Con Lucio al commento e Renè al conteggio questa soluzione pensata dal capitano(Lucio) ha convinto tutti, a vincere è stata la contrada prodachì, di colore viola, rappresentata da Paolo, Luigi e Luca, simboleggiata dall'uva e dal milò. Ecco di seguito i nostri arcieri immortalati durante la gara grazie ad una tecnica alchemica avvenieristica di impressione su nitrato d'argento custodita dal primogenito Lucide Claudio.






Il prossimo appuntamento dovrebbe essere a Dorno la seconda domenica di ottobre, se così fosse purtroppo sarà concomitante con esso la festa degli amici arcieri di Lomello (Sagitta Hystorica).
Quest'anno con suo grande rammarico il nostro mangiafuoco di fiducia non ha potuto unirsi a noi, ti aspettiamo alla prossima!
finalmente la presentazione dei nostri mitici arcieri.....
in alto da sinistra....LUIGI, ANNA, MAURIZIO ( ICIO ), RENATO ( RENE' ), LUCA, LUCIO, ROBERTO...
in basso da sinistra....FABIO ( new entry ), FABIO, PAOLO, MATTEO, MATTIA....
nella seconda foto, da sinistra....ALESSANDRO, RICCARDO, CLAUDIO...


premetto ke questa poesia non è mia, ma visto che racchiude dell bellissime frasi. sembrano fatte apposta per noi. la cito mettendo l' autore e facendogli i miei complimenti.
L'ARCIERE
se come freccia dall' arco scocca
tremula la mano ti pesca.
oh. fosse senza tempesta alcuna
chiaro come ruscello il tuo cammino.
ma quando in ciel sereno
innalzi la tempesta
e la foschia s' addensa
a metà è fuor di vita
nella faretra torna
a riprender la mira
fra i tanti il gusto centro
distinguere tra i cerchi.
si che freccia non sei
che punta alcun non feci
deviare é il tuo corso,
te boomerang forgiai
dalla foresta a metà
per una vita ben spesa.
ma se tu sarai freccia
io son colei che aspetta
io sono la faretra.
MARINA DI COMO
come sembre, con commozione vi saluto....prodi arcieri.....
Questa gara è stata la prova del fuoco per alcuni di noi....molte emozioni ci hanno seguito in questo percorso molto tecnico...tra pianti e sorrisi, i nostri ragazzi sono tornati a casa leccandosi le ferite per aver raccolto pochi punti ed aver perduto e rotto delle frecce...non è mancata anche la nostra fortuna nel tempo...e come Rene' disse.............ma è solo una nuvola passegera!!!e dopo tre ore eravamo sotto dei mini ombrelli a ripararci dalla grandine!!il bello è ke siamo scappati di corsa e appena arrivati alle auto il sole è spuntato di nuovo ,illuminando la strada del ritorno con la rabbia a mille e i vestiti zuppi...



tornando a noi ,faccio una mini spiegazione su come si svolge questa gara...per chi non la conoscesse!!!
In mezzo ad un vasto bosco....su e giu per colline....tra ruscelli........
.....sono situate piazzole con animali FINTI in dimensioni naturali e messi in mille situazioni, a volte anke strambe...
lo scopo è beccare questi fantocci per fare maggior punti....
lo so ke la spiegazione è al limite dell' immaginazione per capire tutto....ma come si dice......
PROVARE PER CREDERE!!!
La primavera è arrivata e con essa sbocciamo anke noi. Fortunatamente anche la temperatura era adeguata ai nostri abiti. La mattina è iniziata con l'allestimento del campo, montando la tenda progettata da Luca e posizionando i paglioni per il tiro con l'arco. Quando il sole era alto in cielo, sono arrivati i rifornimenti a base di zuppa di legumi (adatta a sollevare venti inquieti) e salamelle alla brace, accompagnati da vino e " pane liquido ", ovvero la sacrosanta birra.

Dopo il lauto pasto abbiamo
bruciato calorie tra
scocchi di frecce e
giochi medievali
accompagnati da suoni di corno
coinvolgendo adulti e bambini.



La giornata prosegue con numeri di giocoleria e una sana merenda con pane e salame.
A malincuore la festa volge ben presto al termine lasciandoci solo il gusto di raccogliere i frutti del nostro albero migliore:
"l'albero degli archi"

vi aspettiamo numerosi alla nostra prossima avventura
con un ringraziamento speciale ai nostri compagni di viaggio
e a tutti coloro che ci sostengono.
Alla prossima....saluti....
Paolo e Leila

Tempo fa Cesare** mi ha dato queste foto scattate alla rocca di Soncino niente male vero? Poter disporre di tanto ben di Dio renderebbe tutto ben più semplice...
Si potrebbe tirare dai merli, invitare gente, organizzare assalti e feste e si farebbe meno fatica a contestualizzarci, inoltre si potrebbe installare un giocattolino come questo...
...di cui ho già un progettino nel cassetto della scrivania anche se non ho idea di quando portòtrovare il tempo di realizzarlo.

Ho selezionato tra le foto che mi ha dato Cesare anche questa con i rapaci perchè sono proprio belli***, ce n'era anche una di un banchetto del calzolaio ma ho preferito il fabbro in quanto vestito veramente da medievale, bello sudicio come si conviene ad un uomo che smartella tutto il giorno ed usa la poca acqua che ha per la tempra
.
Oltretutto il mantice è fantastico, guardate bene perchè la foto è un po' piccola e potrebbe non rendere subito l'idea.

Infine mi permetto di esaltare lo stendardo di questi nostri colleghi che ha veramente del geniale.
La manifestazione in questione si è svolta l'estate scorsa, mi ero quasi dimenticato di avere le foto, magari quest'anno ci faccio un salto da civile.
*Ha anche la gru!
**Cesare è un mio amico che pochi di voi conoscono ma il suo blog è linkato qui a fianco (ha il vizio di inserire asterischi nei post).
*** Si, lo so, come motivazione fa cagare ma ultimamente sono sensibile al dibattito sul significato del concetto di "bello" e poi, avessi fatto altrimenti ,non avrei potuto inserire questi asterischi/rimandi quali omaggio al mio fotografo.
Ciao a tutti....
Questo è il mio primo articolo e sono emozionato come un bambino....
Dopo la settimana di vari malintesi forse si è deciso il nome del gruppo:
"Compagnia di San Lazzaro"....
Ho scritto propio per questo!!
Il significato del nome è bellissimo e forse ci rappresenta in tutto,

questo è quello che penso di noi... Non facciamo che delle cazzate ci dividano.
Ciao a tutti!
Fuoco cammina con me
Questo post è rivolto ai membri della compagnia, malgrado non ci sentiamo affatto democratici il nodo del nome della compagnia e del suo simbolo è cruciale ed è importante che chi vuole possa partacipare attivamente alla scelta.
In questi giorni è risaltato fuori il nome "Compagnia delle nebbie" che sembra non vada bene a tutti, anzi forse è osteggiato dai più, la nascita di questo nome ha portato quasi di conseguenza all'idea per il simbolo ovvero la volpe.
Ora, il legame tra questo nome e questo simbolo sta nell'idea dello stendardo che vedrebbe un drappo grigio con ricamato il disegno stilizzato di una volpe in grigio scuro o comunque poco visibile, per cui sembra che la volpe sbuchi dalla nebbia portando con sè qualche piuma, accennato riferimento alle penne delle freccie.
Ho voluto descrivere in breve queste idee per chiarire quello a cui abbiamo pensato fin ora, appare tuttavia evidente che per lo meno il nome non verrà approvato dai più mentre personalmente ci terrei che il simbolo passasse, anche perchè se il nome deve avere una certa attinenza con il gruppo, il simbolo può secondo me essere indipendente, posto che vada bene alla maggioranza se non a tutti.
E' giusto e doveroso che ognuno che voglia interessarsi alla scelta di nome e simbolo si dia da fare per presentare qualche idea e a questo proposito vorrei indicare dei paletti (di certo non indiscutibili)che possano essere utili a produrre le idee.
-Mi sembra importante che sia il nome che il simbolo abbiano una connotazione accattivante e ironica come è stato per i nomi delle compagnie belliche anche moderne, del resto non siamo persone serie più di quanto siamo gente scherzosa (vorrei ricordare a questo proposito che una delle prime volte, Roberto ha dato una pacca sulla spalla a Matteo dicendo "siamo capitati bene, questi sono più scemi di noi" e qui mi fermo).
Resta tuttavia chiaro che un nome serio relativo alla guerra o al tiro con l'arco è migliore di un nome che fa pelare dal ridere ma che non centra niente con come ci vogliamo presentare (ossia un po' meno pirla di quanto siamo e seri e preparati nel tiro con l'arco).
-Nomi troppo esaltanti o ridondanti, roba come "i migliori...", "arcieri celesti", " Robin Hood ci fa una pippa " " lucidami la faretra", "te la metto nell'ano", eccetera (vabè così è per calcare la mano) non sarebbero l'ideale dato che si, Renè e Lucio potrebbero anche andare il giro a vantarsi, ma noi altri direi di no e presentarsi come "Maximi Sagittarii " per poi farci ridere dietro è peggio che farci ridere dietro e basta.
Questo vale anche per il simbolo, se per esempio avessimo uno stendardo che raffigura un castello enorme con le mura gremite di arcieri bisognerebbe ricordare che siamo in 15 e non abbiamo il castello.
-Mi piacerebbe che come per il motto abbiamo potuto pensare a delle modifiche in modo da unificarlo con gli armigeri (ad pravos hostes, feri ferri et saeve sagittae) si potesse trovare un nome che magari non faccia direttamente riferimento a noi arcieri ma possa rappresentare tutti.
Vorrei ricordare che malgrado ora siamo un bel numero la nostra esistenza la dobbiamo e gente come Antonio, Renè , Claudio e Lucio che all'inizio erano da soli e con pazienza hanno migliorato sempre più il numero e le dotazioni, così Daniele e Stefano vanno appoggiati e bisogna considerarli da subito gli armati della compagnia anche se non hanno molti allievi, tra parentesi Daniele da solo fa più spettacolo in 15 minuti di quanto facciamo noi tutti in un giorno e questo per il pubblico è importante, inoltre le ragazze che sin ora non hanno tirato sono importanti come Lucio e i più bravi di noi.
-Mentre per il motto ho voluto fortemente il latino per il nome penso che vada benissimo anche l'italiano tuttavia chi lo conosce (il latino[si spera che tutti conoscano l'italiano]) è pregato di pensare anche a questa possibilità, molti di noi non hanno ancora visto delle belle riunioni di gruppi che fanno rievocazione, lì avere un bel nome e un bel motto è importente, non quanto l'abbigliamento, ma è importante (c'è gente che ho visto ostentare nomi e motti in latino assolutamente maccheronico).
-Sarebbe molto bello anche avere un nome che si rifaccia al simbolo o viceversa ciononostante un nome breve ed incisivo è sempre migliore di alcune sbrodolate che si trovano in giro e che sembrano inventate da qulche megalomane fissato coi romanzi fantasy.
-Non sono ammessi reiferimenti alla politica stile" Battaglione delle libertà" o "La compagnia rossa", ma questo è ovvio.
-Infine, per esempio, il torrione di Garlasco risulterebbe un simbolo meno significativo che uno schizzo di un albero o della falce di luna ,ovvero il simbolo, come il nome, deve essere sentito, per noi vale di più la palestra di Via De Amicis che il dannato torrione di cui non facciamo nulla.
Datevi da fare e commentate così che tutti possano riflettere sulle vostre idee.
Bene, è iniziato l’anno nuovo e già abbiamo affrontato l’impegno di un nuovo appuntamento per il carnevale di Sannazzaro de’ Burgundi. La nostra partecipazione, senza accampamento e senza le ragazze impegnate nel carnevale garlaschese , si è limitata a qualche freccia di riscaldamento e a 5 frecce di gara per assegnare la vittoria ad una delle 4 associazioni sannazzaresi.
Ha vinto
Questa è stata la seconda prova d’uscita degli allievi della nostra scuola di tiro; nonostante la tecnica arcieristica sia ancora da assestare i nostri “ragazzi” sono pienamente entrati nello spirito della rievocazione e nello spirito di gruppo, che si sta dimostrando sempre più unito e collaborativo.
Così passo a farci gli auguri per un proficuo 2008, denso di appuntamenti, di campi, di centri, di allegre mangiate e bevute insieme e di tanta amicizia.
Non posso però mancare un breve resoconto, tra me e me stesso, per tirare le somme di questi tre anni di associazione medievale.
Una cosa nata per scherzo quattro anni fa in una fredda serata forse proprio di febbraio, quando mi sono incontrato con Maurizio, segretario dell’Associazione Medievale Garlaschese, e Antonio che vestiva i panni dell’unico arciere del palio, accompagnato dal figlio Claudio che muoveva i primi passi con l’arco.
Personalmente tiro con l’arco da 20 anni, i primi anni dedicati al tiro alla targa con gli strumenti olimpici di rito forniti di bottone elastico, clicker, contrappesi, mirini e tutta una varia tecnologia che, nonostante scelta tra tutto il “tecnologicamente costoso” che offriva il mercato, si prendeva tutte le colpe dei tiri non riusciti. A fine estate del 94 ho incontrato Riccardo, un costruttore di longbow tradizionali grazie al quale mi sono letteralmente innamorato di questa particolare disciplina, dove un arco di legno, una freccia di legno con penne d’oca e un arciere dovevano arrivare all’assoluto equilibrio psicofisico per arrivare a bersaglio. Il fuoco di questa passione non si è ancora spento in me, è anzi sempre pronto a bruciare chiunque venga a mio contatto e che abbia già dentro il combustibile necessario.
Con me, compagni di disciplina e carissimi amici, ci sono stati Cesare, le vicende della vita l’hanno però portato a trasferire la propria residenza in un caratteristico paesino di montagna; Renato, tutt’ora presente e membro attivo dell’Associazione e del gruppo arcieri, persona stupenda, leale ed estremamente socievole se gli si offre pari lealtà; Claudio (non il figlio di Antonio ma il nostro ospitale barista) personaggio allegro amante dell’avventura che con i nostri discorsi è stato facilissimo contagiare.
Mi si perdoni la breve divagazione ma è cosa necessaria…
Tornando alla serata di febbraio è stata fatta una semplicissima proposta: 4 arcieri e 4 contrade sono giusti giusti per inventarsi un torneo che avrebbe aggiudicato al migliore il tanto ambìto Palio di Garlasco, tutt’ora rappresentato da una moneta autentica coniata da Ottone II di Sassonia poco prima dell’anno 1000.
Quindi: Antonio nei colori bianco rosso della contrada Castèveg, Renè bianco azzurro della contrada Calcinèra, Claudio bianco viola per la contrada Prodachì e io bianco verde per la contrada Prodalà.
Sono stati mesi di riunioni e preparativi, di idee e di lavoro ma a maggio ci siamo presentati in piazza nei nostri colori e con 2 bersagli da me costruiti: uno con 4 scudi abbattibili e un micidiale pendolo che ci è costato qualche freccia… ma fa parte del gioco!
La performance è stata ripetuta a metà settembre nell’area verde della bocciofila, il campo si è arricchito di una tenda con i colori della corte (giallo e blu) ed una utilissima griglia, abbiamo passato due giorni a contatto col pubblico che ci ha praticamente visti impegnati al tiro pure di notte.
La cosa ha destato interesse. Vuoi che ognuno di noi ha tirato con l’arco nella propria gioventù, vuoi che taluni abbiano già in sé il seme giusto che attende solo il fertile terreno per germogliare, vuoi che comunque la figura dell’arciere che fa centro è considerata alla stregua di una similitudine della vita per cui far centro con l’arco è considerato sinonimo di successo nella vita… beh abbiamo avuto le prime richieste di adesione, in un primo momento sono stati tutti ragazzi e bambini ma è giocoforza investire per il futuro, e questo poteva essere tranquillamente considerato come un presente da plasmare, con un poco di pazienza questi ragazzi sarebbero stati i nostri futuri compagni di tiro, e magari i nostri stimati antagonisti nella conquista del palio. Non meno importante la creazione di un nutrito gruppo di arcieri così da poter “esportare” la pratica del tiro nelle manifestazioni dei paesi vicini, un’attrazione in più per gli organizzatori e nuove leve da addestrare per noi.
Così è nata la scuola di tiro. Grazie alla disponibilità del Comune di Garlasco che ha creduto in noi abbiamo avuto a disposizione la palestra per più di tre ore tutti i sabati fino alle vacanze scolastiche estive, ed abbiamo visto arrivare i primi allievi.
Uno di questi allievi, Luca, è ora uno dei più bravi tiratori ed un fervente appassionato; un altro, Emanuele,è un promettente tiratore che per il momento è monopolizzato dalla morosa (e lasciacelo ogni tanto….); l’occasione è stata propizia per addestrare al tiro anche Claudio, figlio di Antonio, e Riccardo ed Alessandro, i figli di Renè. Vederli adesso è entusiasmante: Claudio è cresciuto molto, in tutti i sensi, ed ora è un sorridente ragazzone che raggiungerà il metro e novanta di altezza e tira molto bene, Riccardo e Alessandro sono più piccolini, ma ormai hanno più di 3 anni di arcieria nel loro curriculum, e sulla piazza non si riesce a credere che due ragazzini così possano utilizzare archi che fanno letteralmente filare le frecce, e sono due cecchini…
Qualcuno inevitabilmente si è perso per strada ma non dispero di rivederlo un giorno o l’altro, come ho già detto un seme è stato piantato…
Tutto sommato in una cittadina di media grandezza è stato un buon risultato, considerato che la pratica del tiro con l’arco, essendo un confronto con se stessi ci fa crescere questi ragazzi in modo sereno e senza grilli per la testa: come diceva Roger Ascham, l’autore del Toxophilus tutt’ora considerato la bibbia morale degli arcieri, il Tiro ha due compagni d’eccezione,
L’anno seguente la palestra è rimasta quasi ferma, personalmente sono stato chiamato per insegnare ad una compagnia d’arme della zona che tira solo ed esclusivamente con archi di legno; questi attrezzi sono un po’ più ostici e imprevedibili degli archi tradizionali da noi utilizzati, e anche meno efficienti, e quindi la formazione di arcieri è stata più lunga del previsto.
Nel frattempo le nostre riunioni continuavano e durante il successivo palio abbiamo sentito la necessità di ampliare la nostra dotazione di base, abbiamo iniziato a pensare una nuova tenda ed abbiamo comprato tre enormi paglioni ed una rete battifreccia che ci garantiscono una certa sicurezza durante le nostre esibizioni. Un anno di discussione, di idee , di proposte ma con alla base la voglia di fare di più e fare meglio che ha ulteriormente cementato i legami di amicizia. Un anno di preparazione al grande salto dell’”esportazione”.
Uno dei nostri sogni, sollecitato anche da alcune richieste pervenute durante il palio di Garlasco, era quello di poter portare la nostra compagnia all’esterno del Comune di nascita, ma la nostra paura era quella di non avere sufficiente attrezzatura per allestire un campo degno di questo nome ed avere abbastanza esibizioni da proporre al pubblico, ma siamo persone che si danno da fare e abbiamo sempre pensato che i nostri onesti sforzi sarebbero stati premiati. Così è stato, il nostro primo campo allestito a Dorno durante la festa di S. Anna è stato un piccolo grande successo: Luca ha costruito una tenda aperta che definire stupenda è fargli un torto, è stato allestito un tavolone per il lancio delle accette, è stata messa in piedi una cucina da campo, il pubblico si è divertito e abbiamo rivisto più volte le stesse facce. E soprattutto abbiamo scacciato i dubbi e le incertezze.
Non intendo dimenticare una parte importantissima del nostro cammino: le ragazze dell’Associazione che ogni volta ci accompagnano ed ogni volta si esibiscono in un nuovo spettacolo da loro stesse preparato, lo spettacolo delle streghe, che tra l’altro è stato provato per in prima istanza la notte precedente il palio, qualcuno ha visto la scena ed ha telefonato ai Carabinieri dicendo che era in corso una riunione di satanisti……(mah….) un’altra ancora interpretano le 4 stagioni in una ritualità antica con i sapori pagani e scaramantici classici dell’epoca buia che interpretiamo. Queste ragazze sono sempre con noi ai nostri campi, ci supportano e a volte ci sopportano, sono il nostro indispensabile alter-ego femminile al quale va tutta la nostra stima e la nostra amicizia.. Silvia, Monica, Michela, Giovanna, Elisa, Cristina e tutte le altre, quelle che sono state con noi e quelle che ancora dovranno venire: un “GRAZIE” a lettere cubitali e un fortissimo abbraccio, siamo onorati della vostra presenza!
Un altro passo importante riguarda i contatti con il gruppo di arcieri medievali Sagitta Historica di Lomello: con il loro palio che si svolge attorno alle mura del castello di Lomello ora sede del Comune, un appuntamento fisso per diverse compagnie d’arme del nord Italia che danno vita a spettacolari duelli di spade e combattimenti con l’appoggio dell’artiglieria dell’epoca (noi arcieri). Una splendida ed attiva compagnia ai quali siamo legati da speciale amicizia, ognuno partecipa alle manifestazioni dell’altro rimpinguando ogni volta il numero di arcieri e con gran divertimento di tutti.
Menzione speciale anche per
Le prime uscite del gruppo, da non dimenticare una serata a Gropello Cairoli, sono state fonte di interesse da parte dei alcuni spettatori che hanno chiesto ragguagli su dove e come poter iniziare a tirare con l’arco. E’ così che le nostre fila si sono ulteriormente ingrossate: da novembre 2007 la palestra e la scuola di tiro sono riprese alla grande, abbiamo aggiunto in un solo colpo 5 aspiranti arcieri che hanno iniziato il proprio addestramento con il massimo impegno, hanno partecipato a tutte le manifestazioni e hanno tranquillamente superato la prova del fuoco consistente nell’esibirsi davanti al pubblico.
Ultimo arrivato il giovane Mattia che già dimostra una passione sfrenata ed un impegno costante nell’apprendimento e nell’esercizio, un futuro grande arciere.
Tirando le somme siamo ancora una compagnia “giovane” ma in costante sviluppo, alla quale non mancano idee e voglia di migliorare: i prossimi impegni riguarderanno infatti il vestiario che sarà più consono all’epoca, si faranno ulteriori sforzi per l’ampliamento del campo con tende di più facile montaggio e trasporto e che consentano un maggiore riparo nel caso si facciano manifestazioni troppo lontane dalla base, oltre all’attuale lancio delle scuri si aggiungerà il lancio di coltelli costruiti ad hoc, e con un po’ di pazienza saremo tutti equipaggiati con veri archi di legno.
Anche la gestione della compagnia è nata in modo che non ci fossero capi e sottocapi e responsabili e figure variamente graduate con diversi gradi di comando, tutti siamo alla pari e tutti possiamo proporre riunioni per i più disparati motivi, non si danno ordini in merito ai vari compiti ma si chiede chi vuole e può fare una determinata cosa, offrendo anche aiuto; è del tutto concessa la libera iniziativa, chi vuole e ha la possibilità di farlo può costruire un bersaglio in più e portare sul campo una propria realizzazione o una propria idea.
Gli obblighi già li abbiamo ogni giorno della nostra esistenza, e una buona parte di questi sono fonte di stress e vari disagi, qui la parola d’ordine è divertirsi e stare bene in compagnia, anche per questo se qualcuno di altri gruppi vuole unirsi a noi per tirare in palestra o per una manifestazione è sempre ben accetto, nuove persone portano nuova linfa e più vita.
COMPAGNIA ARCIERI : AD PRAVOS HOSTES..
Lucio